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Retinopatia diabetica, Chirurgia Centro di Microchirurgia Oculare
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Retinopatia diabetica |
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Retinopatia diabetica: chirurgia

Il trattamento della retinopatia diabetica prevede l'uso del laser. Il raggio laser consiste in un raggio di luce molto concentrata che può essere usato in campo medico per molti scopi. Nel caso particolare del trattamento retinico questo raggio di luce viene sfruttato per la sua capacità di creare delle piccole lesioni termiche che possono "saldare" o distruggere il tessuto colpito.
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fotocoagulazione, trattamento laser retinopatia diabetica
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Questa capacità viene chiamata "fotocoaugulazione". Applicando il trattamento laser sulle aree malate della retina l’oculista può ridurre l’edema, distruggere i capillari chiusi e saldarne altri che stanno trasudando. Inoltre può ridurre e, talvolta, interrompere la crescita di capillari anormali.
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fotocoagulazione, trattamento laser retina
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Generalmente il laser viene usato con tre tipi di approccio:
1. il trattamento "focale", con il quale vengono trattate aree specifiche di solito allo scopo di distruggere piccole zone di una certa pericolosità;
2. il trattamento a "griglia", usato per trattare l'edema maculare. In questo caso una serie di applicazioni concentriche vengono eseguite nell'area centrale della retina per favorire il riassorbimento delle sostanze fuoriuscite dai capillari;
3. il trattamento "panretinico" usato nel caso della retinopatia cosiddetta proliferativi e pre-proliferativa. In questo caso il trattamento è diffuso a tutte le aree periferiche allo scopo di ridurre la crescita di nuovi capillari anormali.
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trattamento focale, trattamento a griglia, trattamento panretinico
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Il trattamento laser si esegue di solito senza necessità di degenza. Poiché la retina è la struttura su cui si effettua la fotocoagulazione è necessario dilatare la pupilla con un apposito collirio. Successivamente si installa un collirio anestetico e si applica all'occhio una speciale lente a contatto che permette di realizzare il raggio laser con estrema precisione.
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trattamento laser retina, fortocoagulazione
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Lo strumento che produce il laser è collegato ad un "biomicroscopio" molto simile a quello usato per le normali visite, che, in questo caso, serve per indirizzare il raggio laser. Durante le applicazioni il disturbo principale è dovuto a "lampi di luce" molto intensi ed a una sensazione simile alla puntura di uno spillo. I disturbi, nelle ore successive, dipendono principalmente dalla pupilla dilatata e dalla sensazione di abbagliamento. Talora può insorgere un aumento della lacrimazione e un arrossamento dell'occhio dovuti all'applicazione della lente a contatto durante il trattamento.
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strumento che produce laser, disturbi dopo trattamento laser
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Vitrectomia significa "asportazione del corpo vitreo". Questo intervento può essere necessario nelle fasi più avanzate della retinopatia diabetica, quando il corpo vitreo è interessato da emorragie, da crescita di vasi capillari anormali o da aderenze fibrose che sollevano la retina.
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victrectomia, asportazione corpo vitreo,
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La vitrectomia è un intervento di microchirurgia eseguito solitamente in anestesia generale. Consiste nell’introdurre, attraverso piccole incisioni nella parete oculare, sottili sonde fra cui il "vitrectomo", che consente di sminuzzare e aspirare il corpo vitreo e tagliare le aderenze per riposizionare la retina distaccata. Durante la vitrectomia è possibile cauterizzare piccoli vasi sanguinanti ed effettuare anche la "fotocoagulazione panretinica", utilizzando particolari sonde laser.
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vitrectomia, intervento microchirurgia
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Esistono due indicazioni principali per questo intervento. In caso di emorragia vitreale il sangue accumulato nel vitreo può bloccare il passaggio dei raggi di luce causando una forte diminuzione del visus. Se il sangue non si riassorbe spontaneamente, l'intervento di vitrectomia permette di "aspirarlo" e di ripristinare almeno in parte la funzione visiva.
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intervento vitrectomia, emorragia vitraule
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| Una seconda particolare indicazione della vitrectomia è quella di tagliare le membrane "fibrovascolari", vere e proprie aderenze che, tirando sulla superficie della retina, la sollevano tenendola sospesa. In questo caso il vitrectomo può liberare le aderenze permettendo alla retina distaccata di tornare nella propria posizione naturale. Talvolta la gelatina vitreale viene sostituita alla fine dell'intervento con sostanze sintetiche come l'olio di silicone. Questi liquidi lasciati nell'occhio durante la convalescenza distendono la retina permettendole di mantenere la sua posizione; verranno aspirati dal bulbo oculare in un secondo tempo, quando la situazione si sarà stabilizzata. |
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intervento vitrectomia
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Segreteria
Per qualsiasi esigenza contattate la Segreteria Perfect Vision Dr. Angelo Appiotti, a vostra disposizione con cortesia e professionalità.
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