Christophorus 331: Angelo Appiotti... un calcio agli occhiali


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Se fosse un imprenditore, e non un oculista specializzato in chirurgia refrattiva, Angelo Appiotti farebbe i salti di gioia all'idea di avere una sorta di «testimonial» spontaneo del valore di Kakà, ma, per un medico, anche uno che si guadagna il pane (più ostriche e champagne...) tirando calci ad un pallone, per quanto idolo delle folle, è solo un paziente cui ridare una vista perfetta., 2008 Giugno

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Christophorus 331: Angelo Appiotti... un calcio agli occhiali

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19 Giugno 2008



Le interviste di Marina Negri

Se fosse un imprenditore, e non un oculista specializzato in chirurgia refrattiva, Angelo Appiotti farebbe i salti di gioia all'idea di avere una sorta di «testimonial» spontaneo del valore di Kakà, ma, per un medico, anche uno che si guadagna il pane (più ostriche e champagne...) tirando calci ad un pallone, per quanto idolo delle folle, è solo un paziente cui ridare una vista perfetta.

Così, quando il giovane fuoriclasse del Milan, si è trovato di fronte al problema se mirare alla porta nemica attraverso un paio di lenti o dare un calcio agli occhiali, non ha avuto dubbi, si è rivolto ad Angelo Appiotti la cui bravura professionale ha continui riscontri nel mondo dello sport (e non solo...). Ed è tale la soddisfazione per le cure ricevute, da affidargli perfino il padre (fatto arrivare apposta dal Brasile), oltre consigliarlo a tutti i colleghi calciatori con lo stesso problema.

Già perché, facendo mente locale, perfino il più indifferente o occasionale spettatore di una performance sportiva, difficilmente ricorderà un atleta sul campo con gli occhiali. Molti però soffrono di disturbi visivi che correggono per praticità con le lenti a contatto anche se, per motivi ambientali, fisici e di tropo uso, dopo un po' diventano insopportabili. Angelo Appiotti, da grande sportivo oltre che chirurgo oculista, conosce molto bene quindi l'importanza di una visione perfetta e ne ha fatto la sua specializzazione.

Che ami lo sport si nota subito e, guardandolo arrivare all'appuntamento per l'intervista in jeans e pullover pastello, per un momento, la sensazione è che l'immagine stereotipata del medico affermato (capello grigio, abito grigio, sorriso grigio,..) sia completamente da ribaltare. Quella stretta di mano, calorosa e forte, appartiene ad un giovane uomo talmente affascinante (i quarantasette anni subito dichiarati sembrano una battuta di spirito) che potrebbe firmare, sfilando sopra un «red carpet», autografi a fanciulle in delirio invece che cartelle cliniche.

Merito del nuoto agonistico già a cinque anni, dell'atletica, del calcio nei pulcini della Roma (Angelo è udinese di nascita ma romano di adozione...). Poi il basket nell'Eldorado-Lazio, il Golf, (è 15 di hcp ed è stato tra i fondatori del Porsche Green...), la palestra quotidiana. Insomma, per Angelo Appiotti l'attività fisica ha un ruolo importante anche oggi.

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